Il Blog di Anima l’Anima

Le rane bollite

27 Nov 2021 | blog

La rana bollita non si accorge all’inizio di quanto le sta accadendo e quando se rende conto è troppo tardi per far il balzo e scappare. A quel punto gli mancano le forze per farlo e soccombe.
Mi meraviglio ancora di come tante persone non riescano a vedere la realtà. Siamo in tanti a non capire come non si possa vedere ciò che sta davanti agli occhi di tutti noi. Eppure, come detto tante volte da queste pagine, basta osservare davvero e ascoltare. Nessuna informazione ci viene negata, sono informazioni camuffate ma chiarissime. Sotto i titoloni, sotto le voci dei giornalisti che, violando spesso il diritto di replica e di confronto, zittiscono e deridono gli ospiti che non la pensano come la società impone, la verità viene detta, ogni giorno, ora dopo ora.

La beffa nella beffa

Una beffa nella beffa. Molti non se ne accorgono e se ne stanno tranquilli nelle acque tiepidine come rane destinate a bollire.
Ho scritto della comunicazione più volte, ho scritto del perché proprio Italia e Israele come punte di diamante. In tempi non sospetti ho sempre detto che le leggi raziali non iniziarono dall’oggi al domani e non perché io ci fossi, ma perché sta scritto nei libri di quegli scrittori osannati per decenni da certa parte politica. E visto che l’uomo pare non imparare dai suoi errori, è ovvio che forse per molti sarebbe stato meglio rileggere qualche pagina invece di guardare gli urlatori della tv.
Il terreno è stato preparato bene e non da ora, anche di questo abbiamo già parlato. Il fatto è che puntando sulla materialità e sull’io si è fatto credere all’uomo di essere diverso da ciò che in realtà è, cioè un essere multidimensionale.

Obbedire come bravi soldatini

L’educazione rigida verso l’ubbidienza  insieme  alla struttura  nozionistica data all’insegnamento, hanno abituato tutti noi a rispettare sempre le regole senza porsi nessuna domanda, senza avere nessun dubbio. Quando tutto questo è diventato “troppo pesante” ,e sulla scia di una  parola importante come libertà (il cui vero significato avrebbe messo in pericolo l’elite) hanno creato la “finta libertà dalle regole approvando e invogliando linguaggi e costumi volgari e poco costruttivi specialmente per i nuovi futuri cittadini. Hanno tolto i freni inibitori alla società facendo scambiare il rispetto profondo per l’altro per libera volgarità spesso urlata e violenta.
A cosa serviva questa finta libertà? A cosa serviva l’aumento di desiderio delle cose inutili? A cosa serviva l’accumulo di beni? A far accettare dei compromessi quando il momento fosse arrivato.

La paura del niente

Le armi della violenza e della paura ormai sono penetrate. A tal punto che molti di coloro che “credono di avere la visione chiara di ciò che sta accadendo” vogliono tornare “al prima pandemia” usando  gli stessi mezzi che sono stati usati contro di loro.  La paura è il miglior motore per far andare le cose nella direzione voluta. La paura non fa vedere, la paura non fa ascoltare. E la paura non è solo quella di morire (anzi di passare ad altri livelli energetici che non sono facilmente visibili  da questo piano -pianeta denso) ma è la paura di perdere quei beni a cui, con estrema lungimiranza e pazienza, ci hanno fatto abituare.
Quindi abbiamo paura di perdere una libertà che non avevamo, abbiamo paura di perdere denaro che è una “roba” che ha solo un valore convenzionale ma non reale, abbiamo paura di passare a nuova e migliore vita (e qui bisognerebbe sempre leggere bene la vibrazione e il significato delle parole…). In definitiva: abbiamo paura del niente.

Il denaro: un Dio che non esiste

Nessuno si rende conto e sa davvero cosa è la moneta. La moneta è una convenzione. Un debito è una convenzione, non è qualcosa di oggettivo. Dietro al denaro non c’è più un peso materiale (grano, mucca o quel che ci pare comunque  utile per la sopravvivenza), c’è un valore convenzionale, stabilito dall’alto, da chi è abituato a giocare con le masse da millenni.
Un valore non esistente a cui abbiamo dato un  potere che va oltre l’essere umano. Da qui a cascata tutto ciò che è avvenuto nella storia, quella storia addomesticata proprio per far passare il messaggio voluto contando sulla “fragilità della memoria umana” e sulla facilità di manipolazione delle masse.
“Abbiamo tutti un debito già alla nascita” si sente dire. Già questa frase risuona assurda in chi sa e in chi vede il sistema e anche oltre. E lo è da sempre.

La gente dimentica. Ora più che mai. Non si impara dall’esperienza del nonno ma lo si deride perchè inutile e lo si parcheggia ina RSA perchè noi abbiamo da correre. La società odierna ha messo fretta a tutto. Il motivo è chiaro: chi corre non ha tempo per ragionare e fermarsi a sentire, vedere davvero, osservare, ascoltare ciò che viene detto tra le righe  e ascoltarsi.
Tutto dipende dalla separazione voluta tra l’uomo e la sua vera natura multidimensionale. Dicendo questo vedo già tanti colleghi giornalisti che sghignazzano e mi danno della matta. Lo son sempre stata per la società, perchè ho un modo di vedere diverso. Ho provato, giuro che ho provato a mettermi sulla loro stessa onda, ma mi faccio violenza perchè io vedo cose che, probabilmente loro non vedono.

Quindi che fare con tutte queste felici rane bollite? Aspettare che si rendano conto che l’acqua sta diventando troppo calda. Forse qualcuno se ne renderà conto prima che le forze lo abbandonino e riuscità a fare il salto fuori da quella pentola. O almeno io, ancora, lo spero.

 

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