Il Blog di Anima l’Anima

Il ruolo del giornalista in questo momento storico

7 Set 2021 | blog

Vi sembrerà strano ma oggi in questo blog/magazine parleremo del ruolo del giornalista. Si rende necessaria fare una disamina perché ciò che sta succedendo ci ha messo davanti al problema di quella che chiamerei “comunicazione diffusa” e nello stesso tempo “centralizzata”.

La possibilità di comunicare attraverso i social ha fatto sì che le persone possano dire la loro e diffondere ogni tipo di notizia facendo perdere, a chi di mestiere fa l’informatore, il suo ruolo.  I numeri parlano chiaro: per prima cosa si è smesso di acquistare i giornali,  la seconda è che della maggior parte degli articoli scritti si leggono i titoli e poco altro. Oggi, per esempio,  in pochi sanno cosa sia un articolo di fondo.
La comunicazione è diventata quindi non più la spinta al ragionamento, ma qualcosa di ben diverso. E’  veloce, visiva, cosa a cui ci avevano già abituato decenni di tv (sulla tv torneremo dopo). Così impone la nuova società basata sull’uso getta.
Perciò gli  editori che pagavano dei giornalisti (cioè persone preparate professionalmente e con una deontologia da seguire) per raccontare cosa accadeva nel mondo, non avendo più entrate dall’acquisto dei loro giornali si sono dovuti rivolgere a chi poteva e può “sovvenzionare” la loro azienda. Perché un  giornale è un’azienda, piccolo o grande che sia. Lo Stato, le multinazionali e via dicendo, hanno quindi colto l’occasione e investito denaro,  chiedendo qualcosa in cambio. E così la libertà totale è andata a farsi benedire. Senza eccezioni.
I veri giornalisti, quelli che ancora mettono in fila le idee, che si informano, che ascoltano tutto e tutti, a questo punto sono diventati scomodi e quindi sono stati fatti sparire dalla ribalta.

Parliamo di tv

E qui torniamo alla tv. Decenni di tv di scarsa qualità ha fatto sì che, nonostante la rete (che oggi, ancora,  permette  di dire che il “re è nudo”), le persone prendano per “verità assoluta” ciò che viene detto e dibattuto nelle trasmissioni televisive e mostrato nei telegiornali. Soprattutto la fascia di utenti  abituata a guardare la tv, quella del baby boom dei decenni successivi al ’45 e, successivamente,  quella cresciuta nel mito delle tv private.

Tutto questo, di cui parlo da anni, si sta mostrando perfettamente in questi tempi.  La maggior parte delle persone, per esempio, non si è neanche posta il problema di cosa stessero inoculando nella gente. Sembra impossibile ma ancora oggi, dopo migliaia di interviste private che ho fatto, mi trovo davanti a persone che non hanno idea di cosa contenga ciò che viene chiamato vaccino, non immaginano che in realtà si tratta di un farmaco. Dunque  perchè chiamare vaccino un farmaco? La maggior parte delle persone da me intervistate non ha neanche letto i “fogli” firmati  prima di sottoporsi a questa somministrazione.
“Non voglio sapere” mi ha detto qualcuno. Hanno nascosto la testa sotto la sabbia e si son fidati di ciò che hanno sentito e visto in tv.
Eppure, certe volte basta solo ascoltare con attenzione…
Questo accade perché la tv e i giornali “ufficiali” non si sono presi la briga di mettere a confronto chi si pone domande e chi no.  Anzi visto che in rete ci sono persone che quelle domande se le  pongono in continuazione e su tutto, hanno creato termini che fanno paura.

La paura il miglior mezzo di vendita

La paura, mezzo meraviglioso per la vendita! Basterebbe leggere un semplice libro di come si crea un annuncio pubblicitario e come dietro a questo ci siano tecniche (datate ma perfettamente funzionanti), per capire che la paura è uno dei volani più potenti e tra i più usati per spingere le persone ad acquistare un bene di cui in realtà non avrebbero bisogno.

Durante le mie interviste ho trovato persone laureate e persone senza istruzione e mi son resa conto che la “visione completa” non è da tutti.  Chi ha studiato filosofia ha maggiore capacità di chi ha studiato medicina (e sembra strano lo so!) di comprendere cosa sta accadendo in questo preciso momento nel mondo e in Italia specialmente. Chi non ha studiato, ma ha alla base una famiglia o comunque una vita che ha portato e abituato la persona al ragionamento, a mettere insieme gli eventi e a  “fare collegamenti”, ha le stesse capacità di vedere la realtà.
Sempre durante le mie interviste alla domanda: “Perché ti sei vaccinato” ho avuto tante risposte simili e , per me incredibili. Eccole in ordine di numero di risposte del mio campione:

  1. “l’ho fatto per i miei figli”
  2. “L’ho fatto per riprendere la vita di prima”
  3. L’ho fatto perché me lo ha detto il mio medico”
  4. “l’ho fatto perché voglio andare al ristorante “
  5. L’ho fatto perché noi amiamo viaggiare”.
  6. “L’ho fatto perché non mi posso permettere di perdere il lavoro”

Mi fermo qui e vi risparmio le risposte più fantasiose anche se incredibili.

Educazione superficiale ripetuta. Leva della paura. Sottrazione delle libertà per poi renderle  in modo che, anche se limitate, sembrino una riconquista.

“La libertà è come l’aria: ci si accorge di quanto vale quando comincia a mancare.” Lo diceva Piero Calamandrei:Però la libertà è come l’aria: ci si accorge di quanto vale quando comincia a mancare, quando si sente quel senso di asfissia che gli uomini della mia generazione hanno sentito per vent’anni, e che io auguro a voi, giovani, di non sentire mai, e vi auguro di non trovarvi mai a sentire questo senso di angoscia, in quanto vi auguro di riuscire a creare voi le condizioni perché questo senso di angoscia non lo dobbiate provare mai, ricordandovi ogni giorno che sulla libertà bisogna vigilare, dando il proprio contributo alla vita politica.”

Direte: cosa c’entra la politica? C’entra e parecchio perché andando a  ben vedere oggi i giornalisti più seguiti e accreditati sono quelli che, derivando da aree a sinistra, si son sempre “spacciati” per paladini della libertà. Salvo poxhe eccezioni. La domanda nasce spontanea, ma storia la sanno? Sicuramento tanti colleghi hanno studiato più di me, hanno fatto politica attiva e via dicendo ma forse hanno dimenticato che il fascismo dette una bella sferzata autoritaria non appena qualcuno iniziò a dissentire. E forse hanno anche dimenticato che le leggi che vietavano assembramenti erano state messe nel lontano (ma non troppo) 1926. Come mai lo hanno dimenticato? La memoria ha un prezzo?

Sua Maestrà il Mercato

Si corre a prendere un farmaco di cui non si sa niente o quasi (e guai a fare delle domande!) ma non ci si guarda intorno, non si pensa che non siamo più stati chiamati a esprimere il nostro voto per decidere da chi farci governare.
Nessuno vede che chi ci comanda è solo il sistema capitalistico? Non esiste destra o sinistra, esiste il Mercato che ha percepito un cambiamento possibile e quindi ha avuto la  necessità di creare bisogni. Il mercato deve vendere merce, di qualunque tipo sia. Il mercato ha bisogno di compratori che abbiano dei bisogni, di qualunque tipo essi siano. Le aziende così si trasformano, cambiano la loro produzione e si dirigono verso i bisogni creati ad arte nei compratori.

Ripeto, tutto scritto in migliaia di libri che insegnano ai pubblicitari come vendere. E giuro che son testi  che hanno diversi anni e qualcuno anche più di un secolo. Basta leggere.

Il cerchio si chiude

Questo ci fa tornare all’inizio: chi legge davvero oggi? Chi si informa?

C’è anche da dire che non è facile perché anche le notizie vere vengono fatte passare per “fake news” il termine che piace moltissimo  a tanti colleghi.  Ma anche le fake news si possono verificare e andando in fondo in fondo si trova sempre, e ripeto sempre, un fondo di verità.

Tra i miei contatti ci sono anche persone delle forze dell’ordine che hanno partecipato e vissuto quei primi terribili momenti in cui dalla Pianura Padana ci arrivavano immagini, a prima vista, terribili. Sono morte molte persone e a loro e ai loro familiari va il mio cuore ma ci sono persone che sono state salvate in quei primissimi momenti e con i pochi medicinali a disposizione. Nessuna vigile attesa, nessun ricovero. Poi chi si stava offrendo è stato richiamato, all’improvviso ed è iniziato il delirio anche mediatico.
Sono  quindi arrivate le chiusure. La mancanza di ogni libertà o quasi. Eppure sappiamo come la mancanza di libertà faccia ammalare le persone sane. La cosa è  nota a tutti e non è un caso che, un tempo specialmente i prigionieri spesso arrivavano al suicidio. E qui si torna alla paura, alle immagini che mettono paura. 

Mentre ci mostravano immagini terrificanti intanto parlavano di studi per un possibile vaccino. Ciò che ci avrebbe salvato. In pratica ci stavano abituando all’idea. Ecco a cosa serviva la paura.

Io da giornalista mi pongo delle domande e non dico “ho ragione io e non tu”, io  chiedo risposte: la vigile attesa  in caso di sintomi invece della cura che senso ha?
Accadono cose strane e ne ho raccolte tante nelle mie “indagini” fatte di interviste e lettura di documenti. Eppure sono attaccata da colleghi che mi definiscono complottista, no vax, “Brigliadori de’ noartri” (senza offesa per la signora Brigliatori che per me può dire in piena libertà ciò che vuole, sente e crede).
Io invece faccio semplici domande e attendo risposte.

In cambio ricevo offese.

Domando: ma se in famiglia mia dai miei bisnonni in poi son tutti morti per infarto fulminante, con precedenti ischemie, trombosi e via dicendo, se il mio cardiologo mi dice che non si prende la responsabilità, perchè mi devo iniettare un farmaco di cui, al momento non ho alcun bisogno?
Perché devo ascoltare il mio medico che non si prende neanche lui la responsabilità ma sente il cardiologo dell’ospedale, che senza neanche conoscermi, dice che “mi devo assolutamente far iniettare” un siero che sicuramente mi porterà le conseguenze a cui la mia famiglia è soggetta? E perché devo firmare un foglio che scarica da ogni responsabilità lo Stato e chi mi farà quella iniezione?
Son domande, semplici domande che mi pongo e che pongo a chi, sicuramente, ne sa più di me povera giornalista squattrinata.

Chiedo risposte non atti di fede

Voglio risposte e non voglio fare atti di fede in una scienza che di danni ne ha fatti tanti da Hiroshima e Nagasaki ai piani per l’eradicazione del ratto nero dalle isole dell’Arcipelago toscano, tanto per dire qualcosa di lontano nel luogo e nel tempo e qualcosa di vicino nel tempo  e nello spazio.

Quindi, posso domandare perché sul bluetooth del mio cellulare una persona non vaccinata non la vedo e appena si è vaccinata mi appare un codice? E perchè se si allontana il codice scompare?  Io non dico che è per questo o quello, io verifico, faccio prove su prove (direttamente in un centro vaccinale) e poi chiedo a chi sicuramente ne sa più di me: “Perché accade? Cosa vuol dire?” E mi aspetto una spiegazione che sia logica, non voglio  che mi si dica “che è così e basta”, non devo fare  “un atto di fede” ma voglio capire.
Sicuramente la risposta è che “ sono limitata” e che “non posso capire”. Bene continuerò a fare la giornalista “limitata” e senza un soldo ma almeno dormo e dormirò sonni tranquilli e non inganno i miei lettori.

Rosaria Pergola

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