Il Blog di Anima l’Anima

Un esempio di scrittura creativa emozionale

18 Dic 2020 | Roberta Capanni Bianchi

Durante una lezione di scrittura creativa emozionale individuale, dopo mesi di esercizio di scrittura che avevano messo in evidenza una mancanza di affetto subita nell’infanzia, Marta scoppia a piangere.

Aveva detto che non era facile alla commozione, che non piangeva da anni ma mentre scrive su un tema dato, le lacrime salgono lentamente dal profondo arrivando a liberare in quel pianto tanta parte del dolore represso.

Da quel momento in poi il modo di scrivere di Marta cambia. Si apre, scorre, assume vivacità. Resta la nota estremamente infantile su cui si inizia a lavorare attraverso esercizi pratici bastati sull’uso delle parole.  Il percorso è lungo e a tratti faticoso perché Marta, che è stata un’insegnante per tanti anni, credeva di saper usare bene le parole. In realtà l’uso che ne fa non trasmette al lettore emozioni adulte ma logiche infantili che non rispecchiano le trame da lei stessa decise.
Ne derivano due registri che confondono il lettore.

Insieme alla scrittura emozionale Marta vuole iniziare a cimentarsi con quella creativa ma si rende subito conto dalle prime lezioni che l’una è legata all’altra. Incipit, trame, struttura, regole si imparano ma se non si  son fatti i conti con le emozioni e se non si impara ad attingere al mondo meraviglioso della fantasia, aver imparato le regole non dà il frutto sperato.

Attualmente Marta sta lavorando sullo sviluppo della fantasia, quella che sua madre, con i suoi crudi racconti adulti messi sul piatto alla Marta bambina senza nessuna spiegazione o filtro, aveva fatto morire sul nascere.

Share Button