TOUR INIZIATICO

Dall’interno di noi stessi all’esterno… e ritorno

Civita di Bagnoregio – La Scarzuola – Narni – Bosco Sacro di Bomarzo

dall’11 al 14 aprile 2019

Tour iniziatico a Civita di Bagnoregio, La Scarzuola, Narni (TR) e il Sacro Bosco di Bomarzo, quattro luoghi apparentemente divisi tra loro ma uniti da una linea invisibile che li unisce in un percorso all’interno di noi stessi.
Quattro gioielli di storia, mistero e magia.

CIVITA DI BAGNOREGIO – il ponte tra i due mondi
Fondata dagli Etruschi, 2500 anni fa, la cittadina si situava strategicamente tra il Tevere, maggiore flusso di navigazione per i commerci nell’Italia centrale e il lago di Bolsena.

In origine vi erano cinque porte di accesso, mentre oggi ne resta solo una: la Porta di Santa Maria, nota anche come Porta della Cava. Gli Etruschi furono i primi a confrontarsi con i problemi dovuti all’erosione e agli smottamenti causati dai frequenti terremoti e dopo di loro l’arduo compito toccherà ai Romani. Come sappiamo gli abitanti della Tuscia erano abili costruttori e misero in atto delle opere di vera e propria ingegneria idraulica per arginare le acque del fiume e lasciar defluire meglio l’acqua piovana. Queste opere saranno riprese e migliorate successivamente dai Romani.

Il rivestimento architettonico è medievale e rinascimentale, ma in tali epoche non si seppe dare una svolta a quelle opere di canalizzazione per la gestione delle frane e queste causarono il progressivo collasso della Civita. Franando parte dell’antica cittadina andarono perdute numerose tombe a camera scavate alla base della rupe dagli Etruschi, i quali fecero lì una necropoli. Tra le opere etrusche rimane il “Bucaione”, un tunnel che collegava l’accesso della città alla valle dei Calanchi.

Oltre, però, ad apprezzare la memoria storica del luogo, per il legame che rappresenta con le nostre origini, troviamo importante esprimere una riflessione, anche se per alcuni può sembrare pura fantasia.

Le cinque porte che erano state originariamente costruite come accesso alla Civita, potrebbero essere legate alla numerologia esoterica che è stata attribuita ai Sumeri, agli Egizi e anche agli Etruschi. Il numero 5 rappresenta l’evoluzione verticale, il movimento progressivo e ascendente: Essendo il numero dell’uomo, come mediano tra terra e cielo, indica la possibile trascendenza verso una condizione superiore.

Il suo significato è, anche, associato all’atto di sperimentare, alla conoscenza concreta dei fatti, del cambiamento, del “mutamento di stato” di una situazione. Corrisponde ad Hermes nella mitologia greca: E’ lo psicopompo che ha la funzione di guidare le anime oltre la Grande Soglia, nel regno dell’invisibile.

Per questo Civita diventa il “ponte tra i due mondi”, il mondo ordinario ed il mondo invisibile delle infinite possibilità.

LA SCARZUOLA – La città ermetica

La Scarzuola si trova a Montegiove, nel comune di Montegabbione, e il suo nome deriva dalla Scarza, una pianta palustre che si pensa abbia utilizzato San Francesco per costruirsi qui una capanna nel 1218, quando vi giunge in cerca di un riparo; successivamente in ricordo a San Francesco vi fu costruito un convento.

Nel 1956, l’architetto e artista, Tommaso Buzzi, acquistò il convento e tutti i terreni circostanti con l’intento di costruirci in gran segreto, ben nascosta dai boschi umbri la sua “città ideale”. Una sorta di autobiografia in pietra, un lascito ai posteri, volutamente incompiuto, senza più i vincoli o i limiti dell’architettura convenzionale che aveva caratterizzato sino a quel momento la sua carriera nella committenza aristocratica e borghese. Qui sarebbe trasparito solo il Tommaso Buzzi più intimo e libero.

Tutta la costruzione riprende come una grande scenografia, le bellezze e le grandi opere del passato, come Villa Adriana per la palestra, piscina, terme ecc.., Villa d’Este (Tivoli) per la Rometta dell’architetto-archeologo Pirro Ligorio, i sette edifici nell’Acropoli (Partenone, Colosseo, Pantheon, Piramide, Torre dei Venti, Tempio di Vesta, la torre dell’orologio di Mantova), Bomarzo per l’effetto di gioco e meraviglia (barca, Pegaso, mostro).

Il complesso si sviluppa dentro una spirale formata dai pergolati. All’interno di questi vi è un asse verticale che dalla statua scheletrica del Pegaso, attraverso un sistema di terrazzamenti, conduce a un anfiteatro, al teatro stico, al teatro erboso, per finire alla torre colonna rotta e a un asse orizzontale delimitato a sinistra dal teatro delle api, al centro dal palcoscenico con labirinto musicale e a destra dalla città Buzziana con al culmine l’Acropoli, il centro di tutta la città ideale.

Durante tutto il percorso saremo circondati da una complessa simbologia, con figure particolari rappresentanti i diversi aspetti della psiche umana. Tutto questo è stato creato per permettere di individuare un’interpretazione personale dell’intero complesso. Per portare il visitatore a una maggiore consapevolezza di sé, si viene accompagnati in un metaforico percorso di rinascita che scende nelle parti più profonde e buie dell’inconscio per poi arrivare all’Acropoli, simbolo della piena realizzazione del Sé.

NARNI –  La città sotterranea

1979, Narni, Umbria. Un anziano del paese racconta a sei giovani speleologi di un passaggio segreto sotto la chiesa di San Domenico che condurrebbe a una chiesa più antica. E così i sei ragazzi trovano l’entrata ormai nascosta dietro a rovi e macerie, quasi impossibile da identificare. Da allora, con l’aiuto di volontari, iniziarono i lavori, furono ripuliti i resti murari e messi i sotterranei in sicurezza. Dal 1994 sono aperti al pubblico, con il nome di Narni Sotterranea. Qui è possibile visitare una chiesa affrescata del XII-XIII sec, con dipinti di artisti umbri del pieno medioevo… Da un Cristo sanguinante, ai simboli dei quattro evangelisti, dall’incoronazione di Maria ai ritratti di S. Michele Arcangelo, al quale era dedicata la Chiesa. Ma c’è un aspetto inquietante nei sotterranei, “La stanza dei tormenti”. Documenti che provengono dagli archivi vaticani danno la prova che, qui, aveva una delle sue sedi la Santa Inquisizione. Oltre alla cella di reclusione, c’era una sala adiacente in cui sono stati rinvenuti alcuni strumenti di tortura.
Un documento del 1726 racconta la fuga di un certo Domenico Ciabocchi che, giudicato eretico perché bigamo, era riuscito a scappare dopo aver strangolato la guardia che gli portava da mangiare. In una cella è conservato il corpo di “Angela”, una donna di circa 40 anni che aveva un anello nuziale a un dito.
I graffiti che oggi sono visibili in un’altra cella raccontano la storia di alcuni prigionieri rinchiusi tra quelle mura. La più interessante è quella di Giuseppe Andrea Lombardini. E’ il 21 novembre 1759 quando Pietro Milli, detto il veneziano, guardia del S. Uffizio di Piediluco, oltraggia l’inquisitore della zona. Viene catturato per blasfemia e portato al Sant’Uffizio di Spoleto. Lì due guardie della Santa Sede, Giuseppe Andrea Lombardini e Francesco Marini, aiutano il loro collega a fuggire. Lombardini viene arrestato e, il 4 dicembre, portato a Narni.
E’ il 30 gennaio 1760 quando arriva la sentenza definitiva da Roma: i due accusati devono essere esposti al pubblico ludibrio in catene ed esiliati a vita. Ma, nei 90 giorni di prigionia, Lombardini ha avuto il tempo d’incidere sui muri della sua cella simboli alchemici ed esoterici.
Croci poste su piramidi – la tradizione Umbra racconta che servono per levare il malocchio o richiamare l’uomo verde della tradizione celtica – un gallo con la coda di drago, simbolo dell’ermafrodita, e l’orologio che segna gli appuntamenti con le energie cosmiche. E ancora… Simboli dell’opposto, in particolare soli e lune, importanti per capire che, secondo Lombardini, la divinità contiene in sé maschile e femminile, in una visione religiosa che in quei tempi mal si sposava con l’idea canonica di Dio. Probabilmente la guardia aveva anche capacità terapeutiche e fece della sua cella una sorta di laboratorio di alchimia spirituale…
Tante bocche messe a tacere, uomini e donne imprigionati, vite spezzate per sotterrare le verità scomode, tutto questo è ancora impresso tra le pareti di questi sotterranei e tuttora, una volta scesi, si possono percepire flussi d’energia.

Scendere nei sotterranei di Narni equivale in primo luogo a compiere un viaggio indietro nel tempo che diventa anche un viaggio dentro se stessi. Questo viaggio nelle profondità, che gli antichi greci indicavano con il nome di nekeya, è lo stesso percorso che Giuseppe Andrea Lombardini fu costretto a compiere, come lui stesso afferma, “ingiustamente”. Ad ogni essere umano tuttavia è concesso il potere di trasmutare alchemicamente un evento negativo in qualcosa di utile e costruttivo. Per poter compiere questa trasformazione è necessario poter disporre di adeguati strumenti interiori i quali, come ogni tradizione iniziatica insegna, si esprimono essenzialmente in simboli, misteriose figure pregne di potere. Il Lombardini, in questo senso, dimostra la sua profonda maestria lasciando all’interno del suo luogo di detenzione stupefacenti disegni che testimoniano una vastissima comprensione delle tematiche esoteriche ed alchemiche.

SACRO BOSCO DI BOMARZO – via iniziatica e tempio alla virtù

Bomarzo, in provincia di Viterbo, è situata tra le pendici nord-orientali dei Monti Cimini e l’ampia vallata del Tevere, in un territorio ancora oggi incontaminato e ricco di vegetazione; è conosciuta per la presenza nel suo territorio del “Parco dei Mostri” definito anche “Bosco Sacro”.

Il Giardino non teme confronti con alcuna meraviglia del passato ed accoglie il visitatore con questa iscrizione, per introdurlo in un percorso sorprendente e profondo.

Il Sacro Bosco è situato nella Villa delle Meraviglie, sorta nel 1552 per volontà del Principe Pier Francesco Orsini detto Vicino, che volle dedicarla alla memoria della moglie Giulia Farnese.

A 1km e mezzo dal piccolo paese di Bomarzo un paesaggio di terrazzamenti naturali accoglie, immerse nella ricca e selvaggia vegetazione, un inquietante rincorrersi di gigantesche e lussureggianti sculture, originali nella disposizione e nelle dimensioni.

Il progetto del grande architetto Pirro Ligorio, che dopo la morte di Michelangelo fu chiamato a lavorare in San Pietro, si ispirò all’idea dell’amore imperituro.

Unendo miti di varie culture, realizzò un percorso iniziatico per condurre l’adepto al punto di congiunzione tra cielo e terra, morte e rinascita.

Varcato l’arco merlato d’ingresso al giardino, il visitatore, non conoscendo ciò che l’attende, viene immerso in un mondo fantastico popolato da sfingi, elefanti, mostri giganteschi, draghi, orchi, che incutono timore e sorpresa.

E, da quel punto, ha inizio il viaggio. 

Vivremo i luoghi con l’attenzione e la sorpresa di un bambino e, ogni sosta sarà l’occasione per svolgere pratiche, meditazioni e rituali che ci permetteranno di entrare ancora più in contatto con la potente Energia di questi luoghi. Le frequenze di questi luoghi magici sarà un’esperienza intima per ogni partecipante che induce una profonda rigenerazione fisica e mentale, e induce velocemente in uno stato di quiete e pace riequilibrando naturalmente tutti i sistemi vitali e purificando da tutte le tossine accumulate.

PROGRAMMA

1° giorno: Civita di Bagnoregio

Partenza da Firenze ed arrivo al paese. Civita rappresenta un ponte che collega il mondo ordinario, il mondo di tutti i giorni, della vita materiale al mondo invisibile, il mondo nascosto, dentro ognuno di noi, ricco di infinite possibilità. Scopriremo che l’invisibile può diventare visibile agli occhi dell’Anima e ri-conoscere parti di noi, forse, dimenticate attraverso pratiche energetiche e meditative.

Pranzo, nel tardo pomeriggio partenza per La Scarzuola, sistemazione in hotel, cena e condivisione.

2° giorno: La Scarzuola

Sequenze fluide, pratica mattutina dello Yoga Sciamanico per attivare l’energia del corpo-mente-spirito, colazione e visita, guidata dal proprietario del complesso, della Scarzuola. Pranzo e nel tardo pomeriggio partenza per Narni, sistemazione in hotel.

3° giorno: Narni

Sequenze fluide, colazione e visita a Narni sotterranea dove faremo l’esperienza delle “Matrici del tempo”, un mezzo antico e nuovo di guarigione, di riequilibrio degli scompensi energetici di cui soffriamo, un modo per cambiare credenze e ritrovare la pace, uno strumento semplice ed essenziale per riconquistare il proprio potere personale e scoprire quelle risorse sepolte dentro di noi che possono fare la differenza nella nostra vita., . Pranzo,  nel tardo pomeriggio arrivo a Bomarzo, sistemazione in hotel e dopo cena condivisione.

4° giorno: Bomarzo

Visita del Bosco Sacro di Bomarzo. Il bosco è un vero e proprio percorso iniziatico, dall’inconsapevolezza dell’essere umano del suo grande valore e potere fino ad arrivare al Risveglio e alla consapevolezza del proprio Essere.

Rituale di chiusura con i Nat, spiriti di natura Birmani.

Partenza e ritorno a Firenze.

NOTE

Tutto il programma può subire variazioni in corso di viaggio, perché la vita è dinamica e tutto può accadere, l’importante è lasciarsi sorprendere e lasciar fluire le energie nelle infinite direzioni.

QUOTA DI PARTECIPAZIONE

Quota individuale di partecipazione Euro 450, considerata per un gruppo di 10 persone, se invece fosse un numero minore la quota subirà un adeguamento proporzionale.

LA QUOTA INCLUDE:

  • i pernottamenti in hotel con sistemazione in camera doppia o appartamento in agriturismo e prima colazione
  • ingressi a tutti i siti del tour
  • tutte le esperienze meditative e rituali
  • spese auto e carburante

LA QUOTA NON COMPRENDE:

  • spese personali
  • supplemento per camera singola
  • pasti
  • tutto quanto non specificato ne la quota comprende

INFORMAZIONI & PRENOTAZIONI

Tel. 338 9922753

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