CLAUDIA RICCI

Fin da piccola mi sono fatta molte domande scomode: Che ci faccio qui? Da dove vengo? Cosa posso fare per lasciare un segno che possa essere utile anche agli altri, da cui possano trarre ispirazione e forza per loro stessi?

Qual è il lavoro giusto per me, che mi permetta di vivere e allo stesso tempo di creare valore per me e per gli altri?

Domande impegnative a cui avevo difficoltà a dare risposte fino a che, cresciuta, mi sono trovata a sfidare la vita con le sue maree alte e basse, con momenti di profonda tristezza e rari picchi di autentica felicità e gioia.

Sentivo la gente che si lamentava intorno a me: per il lavoro, per i soldi che non bastano mai, per l’amore sfuggente, per la salute precaria e tutto spesso si riduceva al solo lamento: pochi, pochissimi decidevano di interrompere quella nenia così inutile e senza speranza per prendersi veramente cura di sé.

E lì è scattato qualcosa e mi sono detta: bisogna che qualcuno faccia qualcosa!
Ma chi? cosa? come?

Ho deciso di cominciare da me stessa: intanto parto io, riparto da me.

E’ così che ho cominciato ad occuparmi di me frequentando percorsi di consapevolezza e di crescita personale e

ad offrire il mio aiuto a chi davvero voleva cambiare qualcosa e smettere di lamentarsi.

Ho studiato molto e sono stata soprattutto in ascolto ed accoglienza di chi avevo davanti sviluppando quei sensi che sanno percepire l’energia, le reali priorità e i talenti delle persone.

Ho incontrato altre persone che facevano qualcosa di simile ma non è stato facile trovare persone con cui creare un gruppo di pari che si mettessero a servizio e a disposizione di coloro che erano pronti ad effettuare un cambiamento anche piccolo, ma pur sempre un passo verso la responsabilità e l’apertura della loro vita.

In questi anni ho effettuato tante sperimentazioni fino ad arrivare al momento in cui mi è stato dato uno strumento, un gioco, come lo chiamo io, di cui sono diventata Maestra, si tratta delle Matrici del Tempo, un gioco che serve ad imparare come evitare di commettere gli stessi errori del passato.

Sbagliando s’impara dice il proverbio, e sono d’accordo, ma perseverare nell’errore induce alla tristezza e alla frustrazione.

Teniamo conto di ciò che abbiamo imparato e giochiamo il meraviglioso gioco della vita senza paura!

Tel. 328 2590348
Email: redclaudine@gmail.com

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