Il tempo: tra ritardo e ossessione

di Daniele Belgrado

Ci sono persone che hanno difficoltà nella gestione del tempo.
Mi riferisco principalmente a due gruppi di persone, quelle che sono sempre in ritardo e quelle che sono ossessionate dalla puntualità.

La maggior parte delle persone che arrivano abitualmente in ritardo non lo fanno per scelta o per mancanza di rispetto verso la persona.
Magari hanno l’intenzione di arrivare puntuali, si organizzano per tempo, organizzano tutto per essere puntuali, si impegnano, sono sicuri di farcela ma poi accade qualcosa che glielo impedisce: una telefonata inaspettata, il prolungarsi di un appuntamento precedente, una difficoltà imprevista.
Vi è mai capitato qualcosa del genere?
Ovviamente la domanda è diretta ai ritardatari.

Ci sono poi i precisi, quelli che non concepiscono che ci possano essere ritardi nella loro vita.
Loro sono sempre puntuali, magari escono presto di casa per non correre il rischio di fare tardi e arrivano all’appuntamento quasi sempre con un largo anticipo.
Se l’altro ritarda, si arrabbiano, sono portati a giudicare chi arriva in ritardo e a credere che la puntualità sia una forma di rispetto nei loro confronti, si sentono offesi e non apprezzati da chi arriva in ritardo.

Chi ha ragione?
Chi sa gestire meglio il tempo?

Nessuno dei due: sia il comportamento dei ritardatari sia il comportamento dei puntualissimi sono manifestazioni di un rapporto disfunzionale con il tempo.

Chi è abitualmente in ritardo ha difficoltà a valutare il tempo occorrente per compiere determinate azioni: vestirsi e prepararsi, tragitto in auto, a piedi o con mezzi pubblici, fermata in un negozio, tempi di attesa, telefonate, scrittura di email, faccende di casa.
Chi è abitualmente in ritardo ha difficoltà ad organizzarsi.
La giornata inizia con le migliori intenzioni ma poi sembra che accadano tutta una serie di eventi inaspettati che vanno a condizionare la puntualità.
Queste persone sono in ritardo anche con se stesse, cioè con gli impegni che hanno preso con se stesse.

Chi, al contrario, è ossessionato dalla puntualità e arriva agli appuntamenti con largo anticipo, ha paura di essere giudicato e di non essere accettato, quindi vive lo scorrere del tempo con ansia.
Arrivare mezz’ora prima ad un appuntamento non è sintomo di puntualità ma di difficoltà a valutare in modo corretto i tempi necessari per compiere determinate azioni.

Quindi sia che tu sia perennemente in ritardo, sia che tu sia ossessionato dalla puntualità, hai comunque una cattiva gestione del tempo e qualche difficoltà a realizzare i tuoi sogni e a portare a termine i tuoi progetti.

Se poi, oltre ad essere ossessionato dalla puntualità, vivi il ritardo degli altri come una mancanza di rispetto, cioè un’offesa personale, hai qualche convinzione disfunzionale riguardo il significato dei comportamenti degli altri e una cattiva gestione delle emozioni.

Il tempo è una misura dello scorrere della nostra vita e saperlo gestire in modo sereno è una grande opportunità per creare una migliore qualità di vita.

Fortunatamente è possibile migliorare il nostro rapporto con il tempo.
Io ho un passato da ritardatario: per molti anni sono stato ossessionato dal ritardo, ero spesso in affanno, lottavo per essere puntuale ma i risultati erano scarsi, spesso ero in ritardo e quando riuscivo ad essere puntuale, avevo vissuto momenti di ansia.
Ho imparato ad essere più tranquillo, a gestire le mie giornate senza ansia, ad essere generalmente puntuale, a realizzare i miei sogni e a portare a termine alcuni miei progetti.

Share Button
0 commenti

Lascia un Commento

Vuoi partecipare alla discussione?
Fornisci il tuo contributo!

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *