I veri eroi

di Daniele Belgrado

Più volte ho detto e scritto che ogni uomo è un essere unico, meraviglioso, un’opera d’arte.
La maggior parte delle persone dice di non sentirsi meraviglioso e in un certo senso è vero.
Vediamo perchè.
Ogni essere umano nasce e inizia ad imparare cose nuove, anno dopo anno.
Impara a camminare, a mangiare, a parlare, a chiedere, a lamentarsi, a difendersi, a competere, a svilupparsi come uomo o come donna.
Impara dalla famiglia e impara dall’ambiente esterno: parenti, amici, insegnanti e altre persone influenti,
In questo processo di crescita l’essere umano tende ad imitare alcuni modelli che ha intorno a sé.
Così si tende a vestirsi come gli altri, ad agire come gli altri, a pensare come gli altri.
Essere come gli altri tranquillizza perchè quando abbiamo trasgredito le norme degli altri abbiamo sofferto, siamo stati criticati, ci siamo sentiti isolati.
Non vogliamo sentirci soli, abbandonati, così imitiamo gli altri e ci uniformiamo a qualche modello.
Questo è un atteggiamento che ci è utile da piccoli ma da adulti può limitare notevolmente le nostre possibilità di sviluppo perchè nessun modello sarà come noi, nessun altro essere umano potrà avere sviluppato la nostra caratteristica fondamentale: la nostra unicità.

Abbiamo detto che ogni essere umano è unico e meraviglioso ed è assolutamente vero ma per sviluppare le sue qualità specifiche, quelle che lo rendono unico, meraviglioso, una vera opera d’arte, ha bisogno di imparare ad esprimere sé stesso e non a sviluppare la copia di qualcun altro.

Purtroppo l’ambiente circostante non collabora, anzi, cerca di limitare il tuo sviluppo perchè ha paura che tu diventi capace di sviluppare qualcosa di diverso, qualcosa di sconosciuto a loro, che tu diventi migliore di loro e quindi pericoloso.
Così cominci ad avere l’impressione che quando cerchi di esprimere qualcosa di nuovo, gli altri ti giudicano male e tendono ad allontanarti da loro.
Non vuoi sentirti isolato e così ti uniformi a loro, rinunci alle tue idee, inizi a pensare quello che pensano gli altri, a dire e a fare quello che dicono e fanno gli altri.
Dentro di te lo sai che tutto questo non è il massimo che potresti esprimere ma accetti, ti sottometti e forse ti senti un po’ eroe perchè stai sacrificando una parte importante di te stesso, i tuoi sogni, le tue idee, le tue aspirazioni.

Se qualche volta ti sei sentito così, voglio dirti che i veri eroi non sono quelli che si sottomettono rinunciando alle loro aspirazioni.
I veri eroi sono quelli che combattono per esprimere le proprie idee e per realizzare i propri sogni.
I veri eroi sono i diversi, sono quelli che vanno controcorrente, sono quelli che vengono criticati.

Ognuno essere umano crea il suo destino grazie alle decisioni che prende giorno per giorno.
Essere eroi richiede una decisione.
Tu potresti dirmi che non ti interessa essere un eroe, che ti basta essere “normale”, cioè come gli altri ti dicono di essere.
Va bene, se è questo che vuoi, puoi farlo, ma ricordati che è una tua scelta spesso automatica e non frutto di una decisione profonda.

Gli eroi sono quelle persone che si impegnano per realizzare se stessi nella propria unicità e autenticità.
Quando sei autentico non sei ridicolo, non sei strano, sei semplicemente te stesso.

Cosa occorre?
Ti suggerisco alcuni semplici ingredienti: fiducia in te stesso, pazienza, determinazione, coraggio, curiosità, passione.
Queste caratteristiche sono già dentro di te, anche se non lo sai, anche se non ne sei sicuro, anche se credi di non averle mai sperimentate.

Probabilmente è sufficiente che tu decida di scoprirle e magari di farti a aiutare ad individuarle e ad usarle, come ti sei fatto aiutare per imparare a guidare l’automobile.

Credi in te stesso

di Daniele Belgrado

Quante volte ti sei detto: “Non ce la farò mai”, “Non sono portato per fare questo”, “Ma sono proprio sicuro che questa cosa mi interessa?” “Per gli altri sarà facile ma non per me”…
Quante volte di fronte ad un’opportunità ti sei tirato indietro?
Forse hai pensato che è troppo difficile per te, che non hai le qualità per fare quella cosa o per ottenere quei risultati, che sei troppo vecchio o troppo giovane, che ormai non è possibile, che ti manca qualche risorsa personale o ambientale…
Può esserti capitato anche di averne parlato con qualcuno e che questo qualcuno ti ha scoraggiato, ti ha consigliato di lasciar perdere con varie argomentazioni…
Di fronte a un progetto nuovo, ad una opportunità nuova, molte persone tendono a focalizzarsi sulle difficoltà ottenendo due effetti: il primo di ingrandire le difficoltà e il secondo di non vedere gli aspetti positivi.
A tutti è capitato di avere un sogno o un desiderio ma pochi hanno intrapreso azioni efficaci per realizzarlo.
La prima difficoltà che si presenta è il dubbio sulla riuscita, così cominciamo a chiederci “E se poi non ce la faccio?”, “E se poi le cose vanno male?”…
Quando siamo assaliti dal dubbio tendiamo a immobilizzarci invece che cercare soluzioni alle eventuali difficoltà, nuove idee da sviluppare e nuove strade da percorrere.
Il dubbio alimenta la nostra paura e ci blocchiamo.
Ammesso che troviamo il coraggio di superare la nostra paura, ecco che quando comunichiamo il nostro sogno o il nostro desiderio alle persone più care (familiari e amici), di solito non riceviamo sostegno ma risposte del tipo “Ma chi te lo fa fare”, “Accontentati di quello che hai, di quello che fai, di quello che sei”, “Lo sai che tizio facendo questo è fallito, si è fatto male, ha finito tutti i soldi, è andato in depressione ecc..”.
Ecco che le persone più vicine risollevano i dubbi e li alimentano.
Ritorna la paura!!!
Ammesso che tu superi anche questa fase ti trovi a fare i primi passi verso la realizzazione del tuo sogno o del tuo desiderio.
Quando inizi a fare i primi passi è possibile che tu trovi alcune difficoltà: la banca non ti concede il finanziamento, il collaboratore su cui facevi affidamento si tira indietro, l’ambiente ti appare ostile…
Ecco che devi affrontare difficoltà che richiedono una forte volontà di andare avanti.
E’ molto probabile che tutto questo ti spaventi.
E’ probabile che leggendo quello che ho scritto tu ti convinca ancor di più che è meglio lasciar perdere, non tentare nemmeno, abbandonare sogni e desideri.
In realtà l’unica vera grande difficoltà è la tua scarsa fiducia in te stesso.
In realtà sei tu che ti focalizzi sul possibile insuccesso e alimenti la tua paura.
Ti dico questo perchè quando veramente vuoi qualcosa, quando veramente sei convinto di quello che vuoi, nessuno può fermarti nè i tuoi dubbi nè i consigli degli altri.
Quando sei pronto ad usare le tue migliori energie, di fronte ai tuoi dubbi cerchi informazioni e soluzioni, di fronte ai consigli degli altri, rinforzi le tue convinzioni, perchè spiegando agli altri il valore del tuo progetto ti focalizzi sulle soluzioni a tutti i dubbi e a tutte le critiche che ti vengono fatte.
Quando sei veramente convinto di quello che vuoi, trovi soluzioni a qualsiasi problema di qualsiasi natura: economica, sociale, personale.
E di fronte al pessimismo degli altri hai una reazione completamente diversa: li inondi, li travolgi e li stravolgi con il tuo entusiasmo.
Ciò che conta più di tutto è che tu creda in te stesso.
Per questo da tredici anni propongo una giornata di corso che si chiama CREDI IN TE STESSO.
Una giornata in cui andiamo a scoprire le tue convinzioni, i tuoi valori, i tuoi talenti, andiamo a vedere in quale modo possiamo trasformare convinzioni limitanti in convinzioni potenzianti.
CREDI IN TE STESSO può essere la soluzione più efficace per il tuo “potenziamento personale”.
Puoi anche decidere di non partecipare a questo corso ma non ti permettere di rinunciare, fai comunque qualcosa per aumentare la tua fiducia in te stesso, leggi, ascolta, frequenta corsi, affidati a qualcuno.
Qualsiasi cosa tu deciderai di fare per aumentare la tua fiducia in te stesso sarà la decisione più importante della tua vita.
Quando?
Ora!
Se stai aspettando il momento giusto, eccolo, è ora.
Ora o (forse) mai più…
Scegli tu!

I miei reali bisogni

di Claudia Ricci

Di cosa hai bisogno realmente?

Sembrerà una domanda banale ma non lo è, soprattutto in funzione dell’ultima parola della frase: realmente cioè cosa davvero ti necessita per essere te stesso? per realizzarti come persona? in ultima analisi per essere felice, eliminando quelle sovrastrutture mentali che fanno apparire come bisogno possedere il nuovo modello di macchina o indossare un abito di moda?
Ci sono delle domande che aiutano ad individuare i reali bisogni di una persona, escludendo quelli primari ovviamente.
Accertato che mangiamo a sufficienza, dormiamo in un luogo sicuro e siamo protetti da un clan o famiglia che la si voglia definire, andiamo allora a vedere cosa ancora ci manca per sentirci realizzati e contenti di vivere la nostra vita, magari aggiustando il tiro quà e là.
Dopo aver soddisfatto i bisogni primari ci sono esigenze riguardo la considerazione di sé e il senso di autostima, quindi possiamo chiederci “quanto ho fiducia in me stesso?” oppure chiederci “quanto mi sento in grado di affrontare il mondo?”.
Queste sono questioni importanti: avere un robusto senso di valore di sé stessi è fondamentale per porsi degli obiettivi, per raggiungerli oppure non raggiungerli senza demoralizzarsi per questo ma operare quegli aggiustamenti necessari per ridefinire la strategia o l’obbiettivo stesso.
Ma quanti di noi sono in grado di dirsi “io valgo”, “eccome se valgo”?
Qualche tempo fa una una nota marca di prodotti cosmetici adottava, nella sua pubblicità, lo slogan “io valgo” e lo faceva declamare alla bella fanciulla di turno, in quel caso il valore era connesso alla bellezza fisica ma era comunque bello sentirlo dire.
Sì, perché non si insegnano queste cose nelle scuole, dove anzi spesso si mette in relazione il valore con la performance, se prendi un bel voto vali, altrimenti sei nulla!
L’autostima questa sconosciuta, oserei dire, è poi ulteriormente basata su quelli che si definiscono il giudice interno e il suo collega esterno, ovvero quello che ci si dice dentro e l’opinione degli altri che ci arriva dall’esterno.
A seconda di chi facciamo prevalere possiamo avere comportamenti molto diversi.
Per quanto mi riguarda, io devo essere d’accordo con me stessa prima che con gli altri e quindi ha la meglio il giudice interno ma per molte altre persone l’opinione degli altri, genitori, amici e altri, è importantissima e questo li fa essere alla loro mercè.
Una volta sistemata la problematica del valore di sé stessi da cui dipende quanto posso essere felice, in campo sentimentale, economico, lavorativo e in tutti i settori della vita, rimane un ultimo bisogno che spesso si indica in fondo ma che probabilmente potrebbe essere il primo in assoluto: il bisogno spirituale, il bisogno di riconnessione e di appartenenza vibratoria a qualcosa di trascendente.
Dalla notte dei tempi l’uomo ha avuto questa necessità, anche chi si proclama totalmente ateo, in effetti non fa che confermarla e badate non sto parlando di far parte di un credo ma il riconoscersi dentro una parte spirituale che esiste a prescindere da qualsiasi condizione e che si risveglia al momento opportuno per darci le direttive dell’anima.
L’anima non è cattolica o protestante, mussulmana o animista, l’anima è.

Quindi tornando alla domanda iniziale: quali sono i vostri reali bisogni?
Provate a chiedervi queste poche domande per individuarli:
Cosa o chi mi fa star bene fisicamente e alla cui vicinanza il mio corpo esulta?
Chi o cosa al contrario mi fa perdere energia e alla cui presenza mi sento stanco, svuotato, innervosito, demotivato?
Ciò che sto per fare è in linea con i miei principi e con la mia etica?
Quando ci penso mi sento bene?
Mi viene da sorridere?
Se penso a me stesso fra 3 o 5 anni, nel futuro, sarò contento della scelta, o non scelta, che sto facendo?
Questo oggetto mi è davvero utile o mi serve per riempire un buco emozionale interno, per compensare la frustrazione, la tristezza o la sfiducia?
In poche parole è sempre bene riflettere e cercare di mettersi in ascolto del proprio corpo e delle proprie reazioni fisiologiche poiché esse non mentono mai e proiettarsi in avanti nel tempo per valutare le reali conseguenze di ciò che stiamo decidendo adesso.
A volte, infatti, ciò che sembra un bisogno indispensabile, è solo una distorsione mentale o ciò che gli altri si aspettano da noi, ed è saggio non disperdere energia in bisogni non nostri.
Bene, come dice il saggio, a chi ha fame dagli del cibo ma soprattutto insegnagli a pescare!
Buon lavoro!