Automatismi della mente

di Daniele Belgrado

La nostra mente è bombardata ogni giorno da una quantità incredibile di informazioni, molte delle quali entrano dentro di noi senza che noi ce ne accorgiamo: immagini, parole e suoni si sovrappongono, si moltiplicano, si collegano tra loro creando un mondo di cui non abbiamo consapevolezza.

Mentre la nostra mente razionale elabora le informazioni che riceve, ognuno di noi ogni giorno compie una quantità enorme di azioni, di cui non siamo consapevoli.

Ti è mai successo di guidare la macchina e contemporaneamente essere assorto in una tua serie di pensieri o addirittura, anche se non si dovrebbe farlo, parlare al telefono, concentrato sugli argomenti della conversazione?
Ti è successo di arrivare a destinazione senza nemmeno accorgerti della strada percorsa?
Senza ricordare di avere superato semafori, incontrato altre auto, accelerato, rallentato, visto case, giardini, piazze, strade, persone?

Perchè accade questo?
Perchè riesci a guidare pensando ad altro, riesci a camminare pensando ad altro o parlando con altre persone e non ti accorgi della strada che percorri?

Questo accade perchè dentro di te c’è una specie di pilota automatico che ti fa compiere alcune azioni senza tenere occupata la tua mente razionale.

Che essere straordinario è l’uomo!

E’ come se la tua mente radunasse alcune informazioni in un pacchetto, creando una sequenza preimpostata che ti permette di automatizzare alcune routine.
Questo accade per semplificarci la vita.
Noi impariamo qualcosa e poi lo ripetiamo senza pensarci, senza nessun impegno o sforzo.

Questo lo facciamo sia per quanto riguarda le nostre azioni abituali come camminare, guidare, andare in bicicletta, cucinare, prendere l’ascensore di casa o d’ufficio, salire o scendere le scale che conosciamo bene, sia per quanto riguarda alcuni nostri pensieri.

Succede che di fronte ad un certo tipo di domanda la nostra risposta è sempre la stessa, è automatica anche quella, la nostra reazione emotiva è sempre la stessa.

Talvolta questo accade anche se la domanda non è la stessa, anche se l’input che ci arriva è diverso ma assomiglia.

Il fatto che quella parola o quel gesto assomiglia d una parola o un gesto che anni fa mi ha fatto soffrire mi porta oggi a reagire in modo automatico.

Potrebbe essere successo che tuo padre o la maestra, quando eri piccolo, ti abbia sgridato puntando il suo dito indice verso di te, verso il tuo viso.

Dopo anni qualsiasi persona punti il suo dito indice verso di te scatena in te la stessa reazione emotiva di quando eri piccolo.

Forse in questo momento stai pensando che puntare il dito è sempre un gesto sgradevole e che non si deve mai fare…

Pensa che la tua reazione potrebbe essere la stessa di quando eri sgridato da piccolo anche se oggi il dito puntato verso di te è accompagnato da una frase di elogio, per esempio la persona potrebbe dirti “apprezzo molto le persone come te, vorrei che in questo gruppo gli altri ti imitassero, sono molto fiero di te…”

Questo è un complimento ma la tua reazione è la stessa di quando sei stato sgridato molti anni fa.

Faccio questa riflessione perchè spesso noi reagiamo in modo automatico e la nostra reazione non si riferisce a quello che è successo un attimo prima ma a quello che è successo molti anni fa.

La nostra mente elabora e semplifica, costruisce schemi di risposta da poter utilizzare in seguito ma non è detto che siano sempre funzionali.

Quindi il vero responsabile della tua reazione non è la persona che la innesca oggi ma sei tu che non riconosci la differenza tra il passato e il presente e che ti fidi di ciò che già conosci senza metterlo in discussione.

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