Io ci credo

di Claudia Ricci

Io, nonostante tutto ci credo!

Si è così!
Direte che sono una idealista, una visionaria, una pazza, ma so che io credo nell’uomo e nella sua capacità di evolvere e di amare.
E allora tutte le brutture, la corruzione, l’odio, le guerre, le uccisioni, la tortura?
Ci sono sempre state, direte voi e avete ragione; la parte oscura dell’umanità spesso prende il sopravvento sul cuore e la consapevolezza che tutti siamo uno solo.
Ma in questo periodo storico-sociale in cui viviamo, una fase medioevale oserei dire, è necessario più che mai credere ed agire per il bene e con la fiducia di cambiare lo stato delle cose.
Il buio è solo mancanza di luce così come l’odio può essere spento dall’amore e l’accettazione.
Quindi ci vuole coraggio, perché significa andare controcorrente, non farsi ingannare dalla manipolazione mediatica a tutti i livelli e procedere con una strategia e con volontà nella direzione della luce e della centralità dell’uomo nel mondo, dei suoi bisogni primari ma anche di quelli sottili e spirituali.
Se lasciamo parlare il cuore, le barriere si abbattono e si crea empatia, non importa usare la stessa lingua basta guardarsi negli occhi per qualche minuto e verremo inondati dal calore dell’energia di chi ci stà davanti, un uomo o una donna esattamente come noi.
Non hanno importanza i titoli, i ceti, il colore della pelle, la lingua parlata: siamo tutti esseri umani con le stesse capacità e potenzialità ma, c’è un ma sostanziale: ci vuole energia e coraggio per cambiare, ci vuole fede nel divenire e capacità di non accontentarsi.
Ma soprattutto bisogna essere ribelli!
I ribelli sono tutti coloro che non stanno dentro ai ruoli e ai comportamenti prestabiliti.
Possono essere artisti, scrittori, avventurieri, visionari o veggenti, abituati a mettere alla prova i limiti: sfidano i valori culturali comuni alla ricerca della Verità.
Essi sono individui impegnati in una intensa auto esplorazione.
Nati in un mondo senza prospettive, dove gli altri si fanno semplicemente trasportare dalla corrente, essi creano il proprio sistema di regole e le vivono, malgrado ciò che sta loro intorno. In una società dove l’uomo medio è un conformista che accetta le miserie e i disastri con lo stoicismo di una mucca che vede un treno sfrecciare al limitare del proprio campo, i ribelli combattono senza arrendersi.
Il ribelle non solo deve farsi accettare, ma deve riuscire ad avere successo, perché solo in questo modo egli può aiutare la società e la razza umana ad evolvere. La sua mente ha lo stesso potere delle sue mani, non quello di afferrare il mondo, ma quello di cambiarlo.

Quindi ditemi pure che sono una ribelle, è un onore esserlo!

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