La comunicazione efficace

di Daniele Belgrado

Ognuno di noi trascorre la maggior parte del suo tempo a comunicare.
Noi non ce ne accorgiamo ma siamo sempre in comunicazione con qualcuno: comunichiamo con le altre persone, comunichiamo con gli animali e comunichiamo con noi stessi.
Credo che per ognuno di noi sia abbastanza consapevole di questo, ma quello che forse molti non sanno è che gran parte della comunicazione è inconscia, cioè avviene senza che noi ce ne accorgiamo.
Qualcuno ha sentito parlare di linguaggio del corpo, dell’importanza dei gesti che noi facciamo, della postura del nostro corpo, dello sguardo, del sorriso e delle smorfie del nostro viso.
Ma vi siete mai chiesti da dove nasce questa forma di comunicazione inconscia?
La comunicazione nasce da un’esigenza, da un pensiero che può essere conscio o inconscio.
Noi siamo mossi per il 90% dal pensiero inconscio e per il 10% dal pensiero conscio.
Senza pensiero inconscio non potremmo vivere: esso genera il movimento dei nostri muscoli involontari e controlla il funzionamento dei nostri organi che ci consentono di vivere.
Il nostro pensiero inconscio genera quegli automatismi che ci consentono di fare più cose nello stesso tempo: guidiamo l’automobile e contemporaneamente parliamo, ascoltiamo, pensiamo, respiriamo…
Il nostro pensiero inconscio si manifesta nella nostra gestualità, nella respirazione, nel tono della voce, nello sguardo.
Gli animali comunicano?
Certo che comunicano e l’uomo fa parte del regno animale.
La comunicazione tra due animali è fatta di segnali naturali e artificiali.
Noi esseri umani comunichiamo anche con il linguaggio: secondo voi quanto contano le parole nella comunicazione?
Contano molto o poco?
Pensateci un po’: più o meno del 50%?
Da studi effettuati pare che nella comunicazione il valore delle parole possa essere anche inferiore al 10%.
Sembra incredibile vero?
Le sole parole se non sono accompagnate da un tono di voce adeguato e da una gestualità congrua con le parole sono scarsamente efficaci e potrebbero essere fraintese.
Nella comunicazione il tono della voce e la gestualità contano più del 90%.
La comunicazione perfetta tra due persone si ha quando parole, tonalità e gestualità sono congruenti.
Difficilmente siamo consapevoli di cosa esprime il nostro corpo mentre parliamo.
Difficilmente siamo capaci di interpretare i segnali non verbali che ci manda il nostro interlocutore.
Pensate a come potreste aumentare l’efficacia della vostra comunicazione se poteste capire il suo stato d’animo e la sua accettazione o meno di ciò che dite da un suo piccolo gesto o da una leggera espressione del suo viso.
Pensate che cosa accadrebbe se poteste riconoscere la sincerità del vostro interlocutore.
Anche l’ambiente in cui comunichiamo è importante: pensate che ci possa essere differenza tra una dichiarazione d’amore fatta a Firenze al Piazzale Michelangelo e una dichiarazione fatta sull’autobus in un’ora di punta?
Possiamo dire che in alcuni casi l’ambiente sporca la comunicazione così come un rumore sulla linea telefonica può disturbare una telefonata.
Gli esseri umani si distinguono dagli altri animali per la loro capacità di alterare l’ambiente, così nella preparazione di un incontro importante modifichiamo l’ambiente mettendo dei fiori, usando luci particolari, preparando una colonna musicale appropriata.
La manipolazione dell’ambiente può avvenire in base a regole precise che lo rendono più o meno efficace in una comunicazione.
Possiamo dire quindi che l’ambiente influenza notevolmente la comunicazione e manipola gli stati d’animo del trasmittente e del ricevente.
Un aspetto fondamentale della comunicazione è la modalità: noi entriamo in contatto con il mondo esterno tramite i nostri cinque sensi e ognuno di noi predilige un senso rispetto agli altri sensi.
Sapete quale senso predilige il vostro partner? vostro figlio? il vostro collega? ogni vostro cliente?
Se voi comunicate usando elementi della modalità preferita dal vostro interlocutore la vostra comunicazione aumenterà la sua efficacia.
Noi utilizziamo tutte le modalità ma per ognuno di noi ce n’è una che prevale sulle altre.
Se vogliamo comunicare in modo efficace con una persona può essere molto utile conoscere qual è la sua modalità preferita.
Spesso i litigi nascono o si sviluppano non tanto su questioni di merito ma sul modo in cui un concetto viene espresso.
Ogni persona predilige un canale di comunicazione e può trovare disagio quando un’altra persona utilizza un canale diverso.
Attraverso uno o più canali noi percepiamo la realtà esterna e la filtriamo, costruiamo una nostra immagine interna, che non è la realtà esterna ma una sua interpretazione.
Forse avete già sentito l’espressione “la mappa non è il territorio”: nessuno di noi conosce la realtà oggettiva, ognuno ha una rappresentazione interna che è la sua personale interpretazione (la mappa).
Se ognuno ha una sua rappresentazione della realtà esterna noi non possiamo dire che la nostra rappresentazione della realtà è quella giusta, dobbiamo rispettare le rappresentazioni fatte dalle altre persone e questa consapevolezza ci apre la strada ad un maggiore rispetto delle opinioni altrui.
Ognuno di noi ha un suo modo di percepire la realtà come se indossasse sempre un paio di lenti attraverso le quali vedere il mondo.
Se vogliamo comunicare in modo efficace dobbiamo conoscere la mappa del nostro interlocutore.
Molte persone credono che comunicare sia tempestare la persona che abbiamo davanti di parole e di gesti che mostrino capacità e conoscenza in qualche campo.
Al contrario comunicare è soprattutto saper ascoltare.
Solo l’ascolto ci permette di conoscere la mappa del mondo del nostro interlocutore.
Ricordatevi che comunicare significa ascoltare e rispettare.
La buona notizia è che tutti noi possiamo imparare a comunicare e ad ascoltare in modo efficace.

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